Comunicazioni dalle regioni

25-09-2015

Dalla Daunia con Furore

I Sindaci contro i tagli abnormi ai Piccoli Comuni.

24-09-2015

Dal Referente della Basilicata riceviamo una Lettera Aperta sul Sisma e volentieri pubblichiamo

Dal referente regionale Basilicata Tonino Filardi riceviamo e pubblichiamo:

La rai regionale ha dato ampio ascolto al mio appello mettendo il servizio come prima notizia del tg delle 19.30 di ieri sera 23 settembre 2015. Nel servizio è stata sottolineata adeguatamente l'attività dell'ANPCI. Potete vedere il servizio tramite internet sul sito tgrbasilicata delle 19,30 del 23.09.2015.Un saluto. Tonino Filardi

Allegati:

Lettera aperta

24-08-2015

Il Segretario di ANPCI-Campania in difesa del Comune di Ono San Pietro BS

Corte dei Conti Lombardia: Aggressione a un piccolo Comune: Ono San Pietro (BS).
E’ da molti anni che l’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia combatte contro burocrazie ed ottusità per difendere l’autonomia gestionale ed amministrativa e la democrazia nonchè la storia e la realtà dei piccoli Comuni.
Lo si è fatto con l’art 29, comma 4, della lege 28 dicembre 2001, n. 448 Recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002). (GU n.301 del 29-12-2001 - Suppl. Ordinario n. 285 ) Entrata in vigore della legge: 1-1-2002, emendando il comma 23 dell’art.53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate le seguenti modificazioni: portando il potere dei Sindaci e dei Membri della Giunta Comunale nei Comuni con meno di 5.000 abitanti a potere svolgere funzioni gestionali ed amministrative, risparmiando ingenti somme di danaro pubblico che, invece, diversamente si sarebbe dovuto erogare a funzionari del Comune per l’esercizio di funzioni che per essi sono dovute ( Si pagavano due volte le stesse prestazioni di lavoro)....

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24-08-2015

Il Sindaco di Fiesso Umbertiano (Ro) scrive al Presidente del Consiglio: "Caro Renzi, noi sindaci non siamo piagnoni"

Al Signor presidente del Consiglio
Matteo Renzi

Signor Presidente del Consiglio Matteo Renzi,
in veste di Sindaco del Comune di Fiesso Umbertiano (Rovigo), paese di 4200 abitanti, mi sento di dover respingere con fermezza le sue accuse volte "all'inclinazione ai piagnistei" degli amministratori del governo comunale ed anche al suo successivo incitamento a "rimboccarci le maniche"!
Io personalmente non ho mai "pianto" in relazione al mio ruolo di Sindaco, eventualmente mi sono spesso arrabbiata e mi sento, anche nello stato attuale, frustrata nel mandar avanti un Comune senza l'appoggio di uno Stato Centrale che dovrebbe tutelarmi e mettermi a disposizione i giusti strumenti per dare risposta ai bisogni essenziali di una Comunità che soffre, come del resto penano tutti i Comuni italiani......

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25-05-2015

Piemonte: Comune di BORGONE SUSA Città' metropolitana di Torino DELIBERAZIONE

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
___________________________________

OGGETTO:Ordine del Giorno sulla
salvaguardia dei servizi postali nei Comuni montani e nei centri più piccoli. Approvazione.

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25-05-2015

Veneto.Il Sindaco di Resana, pur nella contestazione celebra la ricorrenza dell'entrata in guerra dell'Italia

COMUNICATO STAMPA: CELEBRAZIONI 24 MAGGIO 2015


In riferimento a quanto comunicato dalla Prefettura di Treviso, prot.n. 5303 del 19.05.2015 – vedi allegato - sono a ribadire quanto segue:
- il Patto di Londra (o Trattato di Londra) del 26 aprile 1915 fu un trattato segreto stipulato dal governo italiano con i rappresentanti della Triplice Intesa in cui l’Italia si impegnò a scendere in guerra contro gli Imperi Centrali nella prima guerra mondiale in cambio di cospicui compensi territoriali.
- la classe politica, che portò l’Italia alla prima guerra mondiale, fu mossa da mire espansionistiche; la bramosia di acquisire nuovi territori accecò i componenti del governo Salandra che girarono le spalle alla Germania e all’Austria per sottoscrivere il Patto di Londra con Gran Bretagna – Francia – Russia, con cui si assicuravano una facile espansione.
Ecco perchè la partecipazione italiana al conflitto non fu l’espressione della volontà di una maggioranza dei cittadini ma il frutto delle decisioni di un’èlite intellettuale e politica che utilizzò la piazza in modo strumentale per i propri scopi.dettaglio

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