Comunicazioni della Presidenza

Lotta contro l’associazionismo coatto e la soppressione dell’autonomia costituzionale

10 febbraio 2015
Il Comitato Direttivo Nazionale dell’Associazione dei Piccoli Comuni delibera la lotta contro l’associazionismo coatto e la soppressione dell’autonomia costituzionale dei Comuni imposto dalla legge Delrio.
Roma, 09/02/2015. La parola d’ordine dell’ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia) nella riunione dell’organismo direttivo è stata “impegno dei Sindaci dei Piccoli Comuni per la disobbedienza civile istituzionale” contro le norme della legge Delrio che obbligano i Sindaci ad accorpare le funzioni fondamentali con altri comuni in una unione obbligatoria che priva il comune di ogni competenza, cancellando la storia d’Italia. Il Direttivo ha approvato una delibera quadro per tutti i Consigli comunali che non vogliono vedere imporre ai loro comuni l’accorpamento delle funzioni amministrative e dei servizi locali. Essi hanno ribadito che l’associazionismo di funzioni e servizi deve essere lasciato alla libera determinazione dei Piccoli Comuni che debbono valutare le loro convenienze in materia di efficienza, efficacia, economicità e produttività. Non si possono associare funzioni che oggi costano 100 per farle poi costare 150, 200, se non di più, come sostenuto anche dalla Corte dei Conti e dall’Ufficio Studi del Parlamento. E’ vergognoso che le Unioni dei Comuni obbligatorie, che dovrebbero costituire un risparmio, siano costate, finora, 440 milioni di euro, a detrimento dei bilanci comunali.
Ora pare che il Governo ed il Parlamento stiano facendo marcia indietro, rispetto a tale associazionismo obbligatorio, prorogando al 31 dicembre 2015, la possibilità di non attuare la legge Delrio. Ma c’è il rischio che al 1° gennaio dell’anno successivo ci si trovi punto e a capo.
“A fronte di tale caos istituzionale, che per ora dovrà sospendere il Commissariamento prefettizio dei piccoli Comuni, ha dichiarato la presidente Franca Biglio, è ormai giunto il tempo di riprendere un disegno riformatore generale ed organico dell’assetto delle Autonomie Locali del Paese (Comuni, Province, Regioni), che aveva visto la luce con la legge 142 del 1990. Da allora ad oggi centinaia di interventi legislativi, in modo arlecchinesco, hanno sfasciato l’organicità del sistema istituzionale che occorre ripristinare, per autonomia e decentramento democratico in conformità degli artt. 5 e 114 della Costituzione italiana. Sfascio confermato dallo stesso ex Ministro Giarda che ha dichiarato: Le norme sugli Enti Locali sono un mostro giuridico. Altresì, ella ha dichiarato, che si stanno chiedendo incontri con il Presidente del Consiglio Renzi e con il suo Sottosegretario Delrio, nonchè con il Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella, per ribadire, coerentemente con la Costituzione italiana, la salvaguardia dell’autonomia e la rappresentatività democratica dei piccoli Comuni, che oggi in Italia sono 5836, rappresentano il 59% del territorio italiano ed un quarto della popolazione italiana. E’ dai piccoli comuni che si tutela l’assetto del territorio, ma occorre la tutela istituzionale e costituzionale delle comunità locali”.
I lavori si sono conclusi con un impegno ben preciso: qualora non si ricevesse risposta alcuna alla richiesta di incontro rivolta al Presidente del Consiglio e al Sottosegretario Delrio, i quali hanno affermato che Palazzo Chigi è “la casa dei sindaci”, ci vedremmo costretti a scendere in piazza con i nostri cittadini.
Ma ci auguriamo che non debba essere necessario e che inizi, anche per noi, con il Governo centrale, una stagione nuova improntata sul dialogo costruttivo, propositivo, collaborativo, senza preconcetti. Noi siamo pronti.
IL PRESIDENTE Franca Biglio

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