Comunicazioni della Presidenza

Il Consulente Anpci, Dottor Vito Burgio, scrive una lettera aperta al Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Dottor Raffaele Cantone.

28 luglio 2017
LETTERA APERTA

Illustrissimo Dottor Cantone,
con la presente nota, senza alcuna vena polemica, ma con forte disappunto leggo su “li Fatto Quotidiano” che Lei sostiene che la colpa del caos appalti sia da attribuire agli amministratori pubblici che si lavano le mani o addirittura che boicottano la sua riforma.

Facile scaricare come sempre alla parte più debole le responsabilità di una classe politica e dirigente centrale che vive lontano mille anni luce dalla realtà dei comuni in specie quelli piccoli e piccolissimi.
Non sembra possibile che ogni volta che il parlamento e il governo mettono mano a una riforma dimenticano che esiste questa parte sana, forte e virtuosa della nazione imponendole norme e procedure impossibili da applicare integralmente e, soprattutto, dannose.
Ne vado ad elencare alcune:
1) Legge sugli appalti: 19 aprile 2016 pubblicata la nuova legge composta da 220 articoli ed entrata in vigore il giorno dopo anche se necessitava di 50 decreti attuativi. Sulla stessa legge il 16 luglio 2016 il governo correggeva 172 refusi rinvenuti. Non basta. il 20 aprile 2017 vengono apportate altre 441 modifiche al testo e viene stabilita l’approvazione di altri 60 decreti attuativi. A tutto ciò si aggiungono 1388 delibere ANAC nel 2016 (4 delibere al giorno compresi sabati e domeniche). Evidentemente a Roma nessuno sa cosa sia esattamente un'analisi d'impatto normativo. Le porto alcuni esempi sulla chiarezza delle leggi, specie quella sugli appalti, che Lei esalta:
a) Semplificazione per lavori sotto i 40.000 euro, si dice che dalla legge di modifica sia stata escluso l’obbligo di motivazione per l’affidamento diretto, salvo poi la Sua ANAC stabilire che anche senza l’obbligo di motivazione per affidare direttamente un lavoro o un servizio bisognerà garantire i seguenti principi enunciati dall’articolo 30: libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, economicità, efficacia, tempestività e correttezza. Gli amministratori Pubblici si chiedono come si possano rispettare questi principi se si procede con affidamento diretto. Non basta, bisogna rispettare il principio di rotazione. Come scrive il prof. Oliveri “ la dimostrazione che il correttivo è ben lungi dall’aver autorizzato affidamenti per sola via fiduciaria sta nell’accentuazione dell’ulteriore principio di rotazione, da assicurare non solo attraverso l’invito a ditte sempre diverse, ma soprattutto mediante la rotazione anche degli affidamenti. Le amministrazioni dunque qualora agiscano con assegnazione diretta a un certo operatore economico una prima volta, la volta successiva non potranno tornare dal medesimo operatore, fondando la loro decisione appunto sulla fiducia in esso risposta, per quanto dimostrabile mediante la correttezza della resa della prestazione contrattuale”.
b) Incentivi per funzioni tecniche, caos assoluto. Per corrisponderli si dovrebbero tagliare gli incentivi a tutti gli altri istituti finanziati dal fondo della contrattazione decentrata .
c) Costo Manodopera art. 95 comma 10. Si rende sempre e comunque obbligatoria la verifica della congruità dei costi. L’impresa è tutt’altro che agevole. Riporto ancora lo scritto del prof. Oliveri: “Sul piano tecnico le tabelle ministeriali sul costo del lavoro riportano costi medi che non possono tenere conto di particolari agevolazioni o sgravi di cui si avvantaggi di volta in volta il singolo operatore economico. Dunque non difficilmente il costo della manodopera indicato dall’appaltatore può rivelarsi inferiore a quello delle tabelle”. Dal Suo scranno tutto sembra facile: provi Lei una volta a cimentarsi da Rup.
d) Contenuto del progetto di fattibilità: indagini obbligatorie: geologiche, idrogeologiche, sismiche, storiche, paesaggistiche, urbanistiche, verifiche preventive dell’interesse archeologico, studi preliminari sull’impatto ambientale, diagnosi energetiche, misure per la produzione e recupero di energia con riferimento all’impatto sul piano economico finanziario dell’opera. A questo punto non siamo in un progetto di fattibilità, ma davanti a un vero e proprio strumento di progettazione completo. Per tutto questo all’art 24 si introduce l’obbligo per la stazione appaltante di provvedere al pagamento dei compensi relativi allo svolgimento dello studio di fattibilità indipendentemente dall’ottenimento dei finanziamenti per l’opera progettata. Ma quale amministrazione rischierà di buttare migliaia e migliaia di euro per pagare un progettista senza avere la certezza del finanziamento? si rende conto della difficoltà per gli amministratori nel caso l’opera poi non venisse finanziata? Lei sa bene che potrebbero essere chiamati dalla Corte dei Conti per danno erariale per aver speso migliaia e migliaia di euro per dei progetti rimasti sulla carta.
e) I decreti sui criteri minimi ambientali anche per i semplici tagli d’erba di scarpate, impone procedimenti che obbligano a sostituire i nostri cantonieri con ingegneri ambientali. Obbligo di::lezioni di giardinaggio ecocompatibili in merito alle tecniche di prevenzione dei danni provocati da parassiti, malattie e infestanti, sulle nozioni relative ai prodotti fitosanitari, caratteristiche e indicazione di quelli autorizzati per essere impiegati nella produzione biologica, nozioni sull'uso di prodotti basati su materie prime rinnovabili, sul maneggiamento, la gestione di prodotti chimici e dei loro contenitori, sull'uso legale ed in sicurezza di pesticidi, di erbicidi, e tecniche per evitare fenomeni di resistenza indotta dei parassiti alle sostanze chimiche usate, sull'uso e le caratteristiche del compost, pratiche di risparmio idrico ed energetico, gestione e raccolta differenziata dei rifiuti.
Se si usano strumenti come questo vuol dire voler ignorare la realtà, è un Codice che dà fastidio alle imprese per bene e non fa nè caldo nè freddo a quelle che delinquono” Come sostiene Camillo Davigo.

2) NORMATIVA SULLA TRASPARENZA (dal sito Bosetti e Gatti)
Sono stati imposti n. 228 caricamenti: immaginiamo di doverli aggiornare almeno 3 volte l’anno (conto assolutamente per difetto). Ne vengono fuori 684 caricamenti. Moltiplichiamoli per le circa 20.000 amministrazioni pubbliche operanti in Italia: i caricamenti totali salgono a 13.680.000. Stabiliamo, ora, un tempo per raccogliere il materiale informativo, verificarlo, digitarlo e pubblicarlo, anche in questo caso, rimaniamo stretti e diciamo 20 minuti a caricamento, moltiplichiamo il totale dei caricamenti per i 20 minuti: risultano 273.600 000 minuti, che tradotti in ore sono 4.560.000 ore di lavoro, che rapportate a 1.500 ore lavorative annue, costituiscono 3.040 unità lavorative integralmente dedicate alla sola attività di caricamento dei dati.

OGNI ALTRO COMMENTO E’ SUPERFLUO. SIAMO AL DILUVIO BUOCRATICO generato dalle distanti burocrazie, non in grado di interpretare desideri, passioni, interessi, aspettative, bisogni di amministratori pubblici che cercano di garantire i servizi malgrado la legge. Tanto da chiedermi: è la corruzione che ostacola la crescita o l’anticorruzione?

19.07.2017


Con osservanza.

Burgio Vito Mario
-Consulente ANPCI-

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