Verbali Assemblee Nazionali

Verbale assemblea 8° Conferenza Nazionale Piccoli Comuni

24 agosto 2010
SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ON. GIORGIO NAPOLITANO Nelle giornate della III Festa Nazionale dei Piccoli Comuni d’ITALIA e VIII Conferenza Nazionale ANPCI, desidero far giungere il mio più cordiale saluto agli Amministratori di tutte quelle realtà che, come le Vostre, anche se in condizioni di particolare difficoltà, contribuiscono allo sviluppo sociale, civile ed economico del Paese. Piccoli Comuni, chiamati, nella diversità dei contesti, a preservare il territorio e le sue risorse, il ricco patrimonio monumentale ed artistico e le tradizioni storiche. A questo riconosciuto ruolo dei Piccoli Comuni deve corrispondere l’impegno dei diversi livelli Istituzionali per promuovere maggiormente il ricorso alle forme di collaborazione tra Enti che il nostro ordinamento prevede per l’esercizio congiunto ed associato di funzioni e servizi. In tal modo si darà piena attuazione al principio di sussidiarietà, valorizzando le potenzialità dei più ampi ambiti territoriali e, nel contempo, dando con maggiore efficacia risposte alle aspettative dei cittadini. Con questi sentimenti, rivolgo ai partecipanti l’augurio di buon lavoro. GIORGIO NAPOLITANO La terza Festa nazionale dei Piccoli Comuni d’Italia, che si svolge assieme all’Ottava Conferenza Nazionale ANPCI, e che ha come titolo e denominatore “Piccoli Comuni: da risorsa a ricchezza”, è un’iniziativa di grande valore perchè mette al centro della discussione l’indissolubile legame, economico, sociale e culturale che storicamente si è venuto a creare tra ogni piccolo Comune e il suo territorio e tra la molteplicità dei Comuni e la Provincia e la Regione di riferimento. Penso, quindi, che sia stata la forza congiunta delle cose e della volontà politica a far sì che nascesse l’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia, fonte e stimolo di sensibilizzazione per i livelli istituzionali più generali. Il mio pensiero va, in particolare, alla Regione Piemonte, un Ente che non può non essere sensibile di fronte alle problematiche dei suoi 1076 Piccoli Comuni (sui complessivi 1206), sia per l’ampiezza territoriale su cui le piccole Amministrazioni devono governare, sia per la percentuale di abitanti che popolano i municipi con meno di 5000 residenti e che rappresenta ben il 25 per cento sul totale dei cittadini piemontesi. Per questo loro essere “presidio civile” dei territori di montagna, di collina e di zone marginali di fondovalle, i Piccoli Comuni sono una linfa vitale per la nostra regione e per il nostro paese. Quando li si frequenta con una certa continuità non si può non apprezzare la stratificazione storica di cultura materiale, di pensiero, di lingua e di costume che il tempo ha costruito attraverso i secoli. Ragion per cui la legge regionale, votata all’unanimità dal Consiglio regionale del Piemonte il 29 giugno scorso, non è stata altro che un riconoscimento dovuto e fortemente voluto dal governo regionale da me presieduto. I contenuti della legge sono certamente conosciuti dagli Amministratori piemontesi e la sua finalità è chiaramente espressa nell’art.1, dove, da un lato, la Regione s’impegna a sostenere “la promozione delle attività economiche, ambientali e culturali” esercitate nei Piccoli Comuni, mentre, d’altro lato, si pone l’obiettivo di promuovere “la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico-culturale custodito in tali Comuni, favorendo altresì l’adozione di misure in favore dei cittadini residenti e delle attività economiche, con particolare riferimento al sistema dei servizi territoriali”. Per avere un quadro il più possibile chiaro e dettagliato sulla situazione della qualità della vita nei Piccoli Comuni abbiamo affidato all’IRES l’incarico per uno studio sugli “indicatori di marginalità” socio-economici, territoriali, ambientali e demografici. Sulla base di questo studio la Giunta regionale stabilirà i criteri per gli interventi e gli incentivi da erogare per evitare la piaga dell’emigrazione dai paesi e dalle borgate marginali di collina e montagna. Siamo perciò contrari - e non abbiamo mancato di segnalarlo al Governo - ad ogni semplificazione liquidatoria delle Comunità Montane, puramente basata sul fattore altimetrico. Riterremmo più equo che in un processo di razionalizzazione della spesa pubblica il Documento finanziario definisse con chiarezza tetti massimi di spesa ed obiettivi, dando piena potestà alle Regioni di intervenire per evitare che i Comuni marginali, oltre che di marginalità soffrano anche di punitivo, immeritato abbandono istituzionale da parte del Governo e del Parlamento. Questa posizione è già stata espressa da me e dall’Assessore Sibille al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al Ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta. Una posizione che certamente non semplifica il processo attraverso cui anche le Comunità montane si devono amministrativamente snellire, ma che rende “più democratico” tale snellimento perchè prodotto “dal basso”; come “democraticamente” dovrebbe essere fatta “dall’alto”, cioè dal Parlamento stesso, la riduzione del numero dei parlamentari. Infine, buon lavoro a tutti i partecipanti alla Festa e alla Conferenza. Un saluto particolare ed un ringraziamento per l’invito (che mi dispiace non poter onorare di persona) vanno alla Presidente ANPCI, Franca Biglio. Sono certa che l’incontro tra i diversi livelli istituzionali porterà di certo a esiti positivi per i Piccoli Comuni d’Italia e per il Paese. Mercedes Bresso Presidente della Regione Piemonte III FESTA NAZIONALE DEI PICCOLI COMUNI D’ITALIA VIII CONFERENZA NAZIONALE A.N.P.C.I. PICCOLI COMUNI: DA RISORSA A RICCHEZZA Dopo PIETRELCINA (BN) nel 2005 e VALLEDORIA (SS) nel 2006, nei giorni 12-13 e 14 ottobre scorsi, a VICOFORTE (CN) alla presenza di una nutritissima schiera di Amministratori giunti da ogni Regione d’ITALIA, si è tenuta la III Festa Nazionale ANPCI abbinata alla VIII Conferenza Nazionale. Il tema principale di questa III Festa ”Piccoli Comuni : da risorsa a ricchezza” è stato introdotto, nella Sua relazione di apertura dei lavori, dalla Presidente Nazionale ANPCI, Franca BIGLIO, la quale, oltre a ricordare i numerosi importantissimi successi ottenuti dall’Associazione nel corso dei tanti confronti avuti con i vari Governi e Ministri che si sono succeduti dal 1999, anno di costituzione dell’ANPCI, non ha omesso di evidenziare le preoccupazioni e le difficoltà che ancora oggi affliggono i Piccoli Comuni chiedendo a Parlamento e Governo: “riforme in tempi brevi ed un aiuto concreto”. Nel corso della relazione introduttiva, Franca Biglio ha pure stigmatizzato i costi della politica e della burocrazia stilando una piattaforma rivendicativa ( che trovate già pubblicata sul sito ANPCI ). Tra i temi, il potenziamento dei servizi locali, la possibilità anche di una gestione diretta comunale del servizio idrico integrato, l’abolizione del limite di mandato per i Sindaci dei Comuni fino a 5000 abitanti, il ripristino di misure per limitare la proliferazione di candidati esterni senza legame con il territorio, la riduzione dell’ICI sulla prima casa trasformandola in onere deducibile dal reddito complessivo- IRPEF La prosecuzione dei lavori, oltre ai collegamenti telefonici avuti con i Ministri Linda LANZILLOTTA, Clemente MASTELLA ed Alfonso PECORARO SCANIO, impediti a partecipare personalmente nella giornata di venerdì 12, a causa del protrarsi della riunione del Consiglio dei Ministri, ha registrato anche la presenza del Sottosegretario Paolo NACCARATO in rappresentanza del Ministro Vannino CHITI e gli interventi di numerosi Parlamentari, Assessori e Consiglieri sia Regionali che Provinciali i quali, ognuno per le competenze Loro attribuite, hanno dato vita ad un elevato, costruttivo e concreto dibattito con i Sindaci. Per l’assemblea, ha poi assunto un significato particolarmente sentito ed importante la presenza del Dott. Gianni LETTA, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio al quale, come riconoscimento per la particolare attenzione e sensibilità da Lui tangibilmente dimostrata nei confronti delle nostre problematiche, è stata consegnata la chiave simbolo dei Piccoli Comuni ANPCI. Il Dott. LETTA, per tutta la mattinata di sabato 13 ha ascoltato con grande attenzione gli interventi susseguitesi sul tema:” Una legge per i piccoli Comuni”; al termine, dopo aver ricevuto dalle mani della Presidente Franca BIGLIO il riconoscimento dell’ANPCI per il lavoro da Lui svolto, non senza nascondere l’emozione, in un intervento che ha coinvolto e appassionato l’uditorio, ha così esordito:”Dispiace che oggi, qui, l’auditorio non sia l’aula del Parlamento che avrebbe sentito discutere di problemi concreti, talmente aderenti alla realtà di tutti i giorni, che dovremmo prendere esempio dai Sindaci dei Piccoli Comuni”. Durante l’intervento, non ha mancato di definire i Piccoli Comuni :” custodi delle tradizioni e non costi da tagliare”, aggiungendo poi :” una cosa sono gli sprechi, altro i costi della politica”. IL Dott. LETTA ha poi concluso, promettendo insieme con il Sottosegretario NACCARATO, di “adoperarsi perchè la Legge sui Piccoli Comuni, già approvata alla Camera, passi al più presto anche al Senato. Alla conclusione dei lavori, Franca BIGLIO, doverosamente ha poi ringraziato, tutta l’Amministrazione Comunale di VICOFORTE nella persona del Sindaco Gian Pietro GASCO, per l’ottima accoglienza ricevuta ed il grande lavoro svolto per la riuscita della III Festa Nazionale ANPCI, salutando gli intervenuti con un “arrivederci l’anno prossimo a NEMOLI (PZ)”.

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