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20/06/2003 Raccolta invito Tortoriello Sindaco Romagnano

24 agosto 2010
L’invito che l’ANPCI ha rivolto ai Sindaci in scadenza del secondo mandato consecutivo nella tornata amministrativa recentemente svoltasi, è stato raccolto con coraggio e determinazione da Antonio Tortoriello Sindaco uscente di Romagnano al Monte (Salerno). La scelta è stata fatta con coraggio e determinazione, dettata unicamente dalla volontà di affermare un principio di democrazia nei confronti di una norma iniqua definita nei giorni scorsi “un non senso” dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e per la quale il Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini il 26.05.03 a Cuneo, si è espresso dicendo “si tratta di un tema di buon senso che merita di essere portato all’attenzione della Camera affinchè si trovi una soluzione in grado di garantire una continuità amministrativa ai Piccoli Comuni”. Tortoriello non è stato rieletto. Certamente il giudizio degli elettori è stato influenzato dalla norma che definisce “ineleggibile” per la terza volta consecutiva il Sindaco uscente e non hanno inteso rischiare il Commissariamento del proprio Comune. Rischio reale, dice Tortoriello all’indomani dei risultati ottenuti, a causa dei ricorsi annunciati, pur avendo già superato favorevolmente l’esito del primo di questi infatti, la Commissione Elettorale Circondariale di Salerno – Terza Sottocommissione di Eboli, a fronte dei rilievi esposti, ha dichiarato che “esula dai suoi compiti l’esame dell’art. 51 del D.Lgs. n. 267/2000”. Questa è una ulteriore dimostrazione che la legge è monca, è nata in fretta e male, in un contesto politico del tutto diverso da quello odierno e continua a produrre effetti deleteri che, in altri casi, ha già portato diversi Sindaci ad eluderla ricorrendo a ripieghi che certo non fanno onore alle Istituzioni. Il Consiglio Direttivo Nazionale dell’ ANPCI si è significativamente riunito a Romagnano al Monte il 27.05.03 per fare il punto della situazione, ma anche per decidere quali successive azioni intraprendere alla luce del risultato elettorale. L’ANCI per anni ha se non dimenticato, almeno sottovalutato e trascurato il ruolo fondamentale che i Piccoli Comuni svolgono nel nostro ordinamento, ha accettato, avvalorato e condiviso supinamente tutta una serie di lacci e balzelli che paragonano il più piccolo Comune d’Italia a Roma Capitale. Alcuni esempi: Tesoreria Unica – Unione forzata o ancor peggio, fusione dei Piccoli Comuni – trasferimento (onerosissimo) delle funzioni ai Responsabili dei Servizi, Legge Merloni – etc. etc. L’ ANPCI è nata solo nel 1999 proprio perchè non si poteva più tollerare nè subire questa tendenza. Anche se ora, altri, certamente molto più organizzati, rodati e con disponibilità finanziarie per noi irraggiungibili, cercano di appropriarsi delle nostre iniziative (non dimentichiamo che solo ora, dopo aver subito fortissime pressioni, l’ANCI inizia a prendere posizioni sul terzo mandato con un balletto di numeri 1000 – 2000 – 3000 – 5000 – 15000 abitanti etc. etc.), siamo riusciti con grandissimo impegno, con tenacia, caparbietà e convinzione, ad invertire questa deriva che aveva ormai preso il sopravvento. I risultati ottenuti, il risveglio di attenzione e di interesse che si riscontra nei confronti dei 5.868 Piccoli Comuni d’Italia, è ormai sotto gli occhi di tutti. Ne è una dimostrazione anche il D.D.L. 1942 Realacci – Bocchino recentemente approvato all’unanimità alla Camera ma, ancora giacente al Senato. L’ ANPCI continuerà a rivendicare l’assoluta necessità di giungere all’approvazione di un T.U. che, là dove possibile, differenzi e semplifichi le norme attuative per i Comuni al di sotto dei 5000 abitanti. L’ ANPCI sa che il problema del terzo mandato non è l’unico che affligge i Piccoli Comuni, ma, sa che in questo momento in ordine di tempo, è quello prioritario e intende risolverlo. L’ ANPCI sa che la solidarietà espressa a parole con tante promesse, dalle forze politiche, cozza violentemente con la trasversalità ostativa che esiste al loro interno nei confronti di questa norma e che sino ad oggi ne ha impedito la rimozione. L’ ANPCI ringrazia il Presidente Ciampi ed il Presidente Casini per la Loro importantissima presa di posizione espressa pubblicamente, ringrazia il Presidente Pera per la Sua grande disponibilità ed attenzione, ringrazia altresì il Sen. Zanoletti e l’On. Crosetto rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell’Intergruppo Parlamentare spontaneamente formatosi a sostegno della nostra rivendicazione, ma, esprime la più viva preoccupazione poichè, ad oggi, nulla di concreto ancora si è attuato e, il proliferare di nuove proposte, non fa che accrescere ulteriormente questa preoccupazione. L’esito della consultazione elettorale di Romagnano al Monte, con il 40% dei consensi registrati dalla lista di Antonio Tortoriello ne ha comunque influenzato l’esito soprattutto per quanto concerne la composizione numerica del Gruppo di Minoranza Consiliare. Ad elezioni avvenute, gli interrogativi sulla validità della norma si moltiplicano e, avvalendosi della consulenza del Prof. Giuseppe Franco Ferrari dell’Università Bocconi di Milano e del Prof. Salvatore Sica dell’Università di Salerno con la collaborazione del Prof. Giorgio Maria Lombardi l’ANPCI, proseguirà nella sua lotta sino ad arrivare ad un pronunciamento degli Organi Giurisdizionali. Con successiva nota di aggiornamento, comunicheremo il numero di c/c/p sul quale ogni Sindaco sarà invitato a versare l’importo di almeno 100,00 € quale contributo a sostegno delle spese da sostenere. Se però, i tempi si dovessero prolungare, sappiamo che, sull’esempio del Sindaco uscente di Romagnano al Monte, saranno centinaia i Sindaci che si ricandideranno e non escludiamo neppure l’ipotesi di arrivare a proporre le dimissioni volontarie prima della scadenza elettorale. L’ ANPCI auspica di non dover arrivare a proporre posizioni estreme e dannose per le Istituzioni. Anche in quest’ultima tornata elettorale si è visto il proliferare di liste di partito che presentano nei Piccoli Comuni candidati che nulla conoscono e nulla hanno a che vedere con quel territorio, ciò, è motivo di viva e motivata preoccupazione. Le migliaia di firme apposte dai nostri concittadini a favore dell’abrogazione della norma, dimostrano che non siamo soli e sbaglia grossolanamente chi strumentalizza l’iniziativa definendola “mera difesa del potere”. L’ ANPCI rivolge un appello alle forze politiche che ci leggono di voler al più presto porre rimedio nei confronti di una norma assurda che limita per legge la libertà di scelta dell’elettorato attivo. Questa limitazione esprime un giudizio di immaturità nei confronti dell’elettore e, in parecchi casi, l’unica alternativa che gli rimarrà sarà di non andare a votare.

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